A quel tempo, ero in terza elementare e noi bambini, nella scuola avevamo lezioni di musica e canto.
Mi ricordo, che nell’aula di musica, ci trovavamo in piede sopra quattro ampi gradini, dove gli allievi eravamo disposti come in un coro; era il posto preferito dal fotografo per farci il ritratto annuale.
Il pianoforte era sul lato destro, accanto alla bandiera di cerimonie e la professoressa di musica, mentre premeva nervosamente i tasti a fondo, dondolava la testa movendo i suoi capelli, da una parte all’altra, sempre spettinati, segnando il ritmo della melodia.
In una delle molte opportunità a queste lezioni, i bambini sono stati riuniti soltanto per cantare una bellissima canzone patriottica, cioè, L’Aurora.
Ad un certo punto della musica, l'insegnante disse; per piacere, la gallina che canta può stare zitta? --intanto guardava a miei occhi con rabbia--.
In una delle molte opportunità a queste lezioni, i bambini sono stati riuniti soltanto per cantare una bellissima canzone patriottica, cioè, L’Aurora.
Ad un certo punto della musica, l'insegnante disse; per piacere, la gallina che canta può stare zitta? --intanto guardava a miei occhi con rabbia--.
Certi momenti della mia vita, io non li dimenticherò mai più.
Quello che ha detto la docente, era coerènte con la mia voce, che veramente suonava stonato, ma, quelle parole dell’insegnante, penetrarono così profondamente nella mia personalità, che non ho provato mai a cantare, nonostante, sempre ho avuto il desiderio di farlo.
Per fortuna, il destino ha voluto che dopo 60 anni, in un corso di lingua italiana, la professoressa ci chiese di compito a scrivere una "lettera ad un amico”* .
Più tardi, quando l'insegnante corresse tutti i lavori, compreso il mio, mi ha detto; la tua lettera mi ha toccato e mi ha fatto piangere.
Per quest’incoraggiamento, oggi scrivo racconti in italiano, forse, con molti errori grammaticali e con timidezza verso tutti i miei sentimenti, tale e quale mi vengono al cuore e con questi pensamenti, trasmetto le mie emozioni ad un mucchio de amici che condividono insieme a me, sorrisi e lacrime.
Grazie professoressa, questo momento, neppure, io non lo dimenticherò mai più.
Santiago, Febbraio 2012
Dedicato alla professoressa della Dante Alighieri, Sig.ra L. D.
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