GRAZIE

Mi sono
immaginato guardando il mare, vedendo che le onde mi portavano una lettera in
bottiglia e quando cominciavo a leggerla, la prima riga diceva: “Caro Santiago:”
Non sarebbe
sorprendente un fatto cosi?
Per uno scrittore
dilettante, che di tanto in tanto racconta storie in uno scarso italiano, è una
sfida non esenta di conseguenze.
Certamente, la
maggior parte dei commenti e lode da quelli che hanno seguito le mie
pubblicazioni sono da amici e parenti, che lontano di osservare la formalità
del linguaggio, si hanno concentrato nelle riflessioni del discorso e loro
contenuto sentimentale.
Anche, sapendo
che tra questi cari lettori ci sono professionisti della lingua del Dante, ho
notato che loro non mi hanno mai sottolineato neanche un errore grammaticale e quest’atteggiamento
mi ha attirato fortemente l’attenzione.
Nell’insieme
delle varie cause di questo comportamento, la mia sciocca ignoranza ha
interpretato il silenzio degli eruditi come una approvazione; “se si sente
soltanto applausi e nessuno mi ha segnalato al meno un errore, allora, è tutto
a posto, mi dissi, incoraggiandomi”.
In questi ultimi
anni, ho pubblicato parecchie storie in “spagnitaliano”, Oggi gli scrivo con
molto meno errori che prima e con l’intima convinzione che non potrò mai
scrivere come un italiano nativo, ma, con la gioia di aver potuto “saltare il
fosso”.
La rana sorda.
Due rane mentre
viaggiavano attraverso la foresta caddero in un fosso e quando le altre rane
videro quanto profonda era la buca, affacciandosi al bordo, cominciarono a dire
loro che non ce l’avrebbero mai fatta a risalire.
Una delle due,
dopo aver tentato di uscire a grandi salti, si rassegnò, e dando per certa la
predizione delle compagne, si lasciò andare e morì. La seconda invece
continuava a saltare più in alto che poteva.
Le altre rane
ricominciarono a urlare di smettere di lottare invano e di lasciarsi morire.
Proprio allora la rana raccolse tutte le sue energie e riuscì a fare quel salto
che la portò fuori dal fosso.
Quando le
compagne le chiesero come avesse fatto a non arrendersi, lei spiegò che era
sorda. Per tutto il tempo aveva creduto che la stessero incoraggiando. Autore
anonimo.
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Grazie e a presto!!!