venerdì 3 settembre 2010

TEMPO E AFFETTI

                    Nacho, durante la maggior parte della sua vita è stato uno studioso che voleva mettere in pratica tutto ciò che imparava, perché tutto lo voleva fare con le proprie mani, tutto lo voleva sperimentare da se stesso. Villa, un amico che noi abbiamo in comune, mi disse che Nacho in questo punto aveva un fissato, perché se lui avesse voluto scrivere una lettera, sicuramente prima avrebbe prodotto la carta e fabbricato la matita.

In uno di questi abituali colloqui che ho fatto con Nacho, mi ha detto che la vita non è così breve come sembra, se il protagonista prende il tempo per fare l'inventario di tutto ciò che ha accumulato nel sentiero della sua vita e secondo lui, questi ammucchi di cose non fanno altro che rinchiudere due concetti apparentemente diversi, ma equivalenti fra loro, come lo sono massa ed energia nella fisica, benché in questo caso, lui ha scoperto una similitudine tra due dimensioni astratte chiamate "tempo" e "affetti", due parole, che Nacho usa come sinonimi.

Ricordo anche che mi ha detto, che se si volesse conoscere il cammino percorso da una persona, un metodo è quello di scrutare la sua biblioteca in confronto con le sue opere, perché ha osservato persone che hanno letto molto e non hanno fatto nulla e invece altre che hanno letto poco pero hanno fatto molto, ma sempre guardando con profonda ammirazione a quelli che hanno fatto qualcosa creativa, originale.

In altre occasioni, e sempre facendo riferimento alla loro biblioteca, mi disse che è uno di quei posti dove si concentra la maggior parte degli affetti, perché testimoniano la storia di qualsiasi persona e come consigliano i migliori biografi, non dovrebbero essere presi in considerazione i titoli stampati sul dorso dei libri o il tipo di rilegatura, soltanto basta guardare nel loro interno, di esplorare gli sgorbi lasciati con note marginali, quelli che si mettono a chiarire il testo "per la prossima volta " o quelli che con non poca arroganza del lettore segnalano “un errore da parte dell'autore”, vedere il colore delle pagine "ossidate" a causa di essere guardate tante volte, od osservare le righe sottolineate che davano speranza di progresso, ansia di sapienza, emozione di capire qualcosa che era stato studiato e perché no, letti soltanto per il piacere della fantasia o le nostalgie delle lacrime.
Ora devo fermare queste testimonianze, perché suona il campanello e sento che qualcuno mi dice al citofono:
Signor Nacho Sartori ? , sono il segretario Cazzoli della Scuola Tecnica , siamo venuti a prendere i libri e tutte le cose che Lei ha donato.


Santiago V. Da Re, 17 luglio 2010

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